Isabella Ferrari a Grazia: “Non ho paura del mio corpo che cambia”
Isabella Ferrari è la protagonista del nuovo numero di Grazia, il magazine diretto da Silvia Grilli, in edicola e su app da domani, con un’intervista e un servizio fotografico esclusivi.
Isabella, ora in teatro con La ragazza sul divano di Jon Fosse e presto nelle sale con il nuovo film di Daniele Luchetti, Confidenza, parla con la scrittrice Camilla Baresani dei suoi esordi nella recitazione, del successo nei film degli Anni 80 di cui è un’icona, del marito che l’ha conquistata perché non era geloso, ma anche della sfida di crescere sotto i riflettori e del rapporto con la sua immagine. Perché, spiega l’attrice, la libertà di essere se stessi è il valore che vuole trasmettere ai suoi figli.
Lei ha mostrato liberamente il suo corpo nudo in film e servizi fotografici. Invecchiando è cambiato il suo rapporto con il corpo? “No, lo vivo con la stessa naturalezza e spontaneità di sempre, anche in scena. Lo uso senza timore, uso anche la mia faccia, le rughe. Non che sia felice di invecchiare, chiaramente. Con il corpo lavoro tutti i giorni per tenerlo in forma”.
Nella sua carriera ha fatto decine di film. Li ha mai contati? C’è mai stato un anno in cui non ha lavorato? “No, non li ho contati, però non credo di essere mai stata ferma, senza lavorare. Ho avuto sempre una vita particolarmente intensa, non ho tempo di annoiarmi, non ho vuoti. Però, se analizzo la mia carriera, posso dire che dopo i 50 anni i ruoli interessanti sono diminuiti. La mia agente sostiene che devo invecchiare molto di più, per poi ripartire in quarta con ruoli da nonna”.
Lei ha detto che in passato, all’inizio della sua carriera, le è capitato di subire sul lavoro richieste irrituali che oggi sarebbero ritenute molestie. Soprattutto nel mondo del cinema, all’estero molte attrici denunciano molestie subite magari 20 anni fa. Lei ci ha mai pensato? “Ma no, credo che non serva a niente, a nessuno. E comunque mi sono sempre abbastanza difesa. A volte c’è qualcosa di sinistro in queste denunce tardive, si rischia di essere accusati di cercare pubblicità”.
I maschi sono migliorati? Ogni giorno leggiamo di qualcuno che finisce sotto indagine, attori, calciatori, ragazzini, per aver molestato o violentato e magari essersi approfittati di una ragazza che aveva bevuto troppo. Queste notizie li rendono più consapevoli? “Quello che posso sentire con la mia sensibilità e con l’esperienza è che c’è stato un grandissimo cambiamento. Nel mio lavoro siamo iperprotette, forse perché il movimento MeToo è partito proprio dal mondo dello spettacolo. I primi a impedire che le donne fossero messe in difficoltà sono stati i produttori delle piattaforme internazionali, Sky, Netflix, eccetera. Ormai non esiste più che un’attrice incontri un regista da sola in una stanza, o che si girino delle scene di sesso senza la figura del “coordinatore d’intimità”, che vigila affinché non si creino forzature e imbarazzi mentre vengono girate le scene”.
Il servizio e l’intervista integrale sono sul nuovo numero di Grazia in edicola e su app da domani, giovedì 11 aprile.